PLASTICA: prezzi a livelli record!

PLASTICA: prezzi a livelli record!



18.03.2021

PLASTICA: prezzi a livelli record

La notizia che sta facendo il giro del mondo: una vera e propria crisi della mancanza di reperibilità della plastica.

L'aumento esponenziale di prezzi e la scarsissima reperibilità dei materiali plastici, stanno mettendo in ginocchio tantissime realtà che fanno uso di questi materiali per il proprio lavoro. Come sapete, il 90% dei prodotti che Tipoesse produce e vende, è realizzato in plastica: Polipropilene, PVC adesivo, HIPS, LSR e TYVEK. La situazione che stiamo affrontando ci costringe a dover fronteggiare un periodo difficile, con inevitabili rialzi sui prezzi di listino, e tempi di consegna più lunghi. Con questo messaggio vogliamo impegnarci verso i nostri clienti, a contenere il più possibile gli aumenti di prezzo e i ritardi nella consegna. Purtroppo la situazione non dipende da noi ma è il mercato globale della plastica che è in crisi. Per condividere con voi alcuni dettagli più tecnici e specifici di quello che sta accadendo nel mondo, abbiamo pensato di riportare un frammento di articolo dal Plast Magazine.

Vi ringraziamo fin da ora per la disponibilità e collaborazione che potrete mostrarci in questa situazione difficile per tutti.

Il team di Tipoesse!

 

Lo shortage di materie plastiche sta costringendo oltre l’80% delle aziende trasformatrici italiane a ridurre la produzione. È quanto emerge da un sondaggio di Federazione Gomma Plastica. Il fenomeno riguarda tutta Europa, dove l’indisponibilità di polimeri sta provocando un sensibile e continuo aumento dei prezzi che hanno raggiunto livelli record: tra le cause, l‘eccezionale ondata di gelo negli Stati Uniti, che ha portato al blocco di molti impianti petrolchimici, e il forte aumento della domanda di polimeri da parte della Cina che ha ripreso la produzione a pieno ritmo.

«Non siamo l’unico settore a cui mancano materie prime o semilavorati ed è paradossale che non se ne parli abbastanza», ha dichiarato Luca Iazzolino, presidente di Unionplast al quotidiano Il Sole 24 Ore «Abbiamo scalato montagne per resistere al Covid e ce l’abbiamo fatta. Ora ci dobbiamo inginocchiare di fronte alla mancanza di materiali».

L’allarme è condiviso da altre associazioni industriali come Anfia (automotive) e Aice-Anie (cavi e conduttori).

La morsa del gelo negli Usa

Tra le cause dello shortage, la perturbazione artica che ha imperversato negli Stati Uniti dove ha provocato la chiusura del 90% della capacità produttiva nazionale di polipropilene (PP) e del 67% della produzione di etilene, oltre a creare seri problemi ad altre produzioni importanti, determinando l’impennata dei prezzi dei prodotti chimici in tutti i mercati globali.

Finora, sono state rilevate più di 60 interruzioni di attività degli impianti e le analisi basate sui dati di Icis Supply & Demand indicano che le attività di un gran numero di impianti del settore petrolchimico localizzati nell’area hanno subito gravi limitazioni.

Il calo dei volumi di produzione

Il prodotto che più ha sofferto in termini di volume è l’etilene, con il fermo di 26 milioni di tonnellate di capacità, pari al 67% della capacità produttiva totale degli Stati Uniti, mentre per il propilene si stima che circa 11 milioni di tonnellate, ovvero il 50% della capacità produttiva, siano attualmente fuori servizio. Anche molte raffinerie della regione registrano una riduzione della produzione, con una perdita di oltre 2 milioni di barili/giorno di capacità.

In termini percentuali, i materiali che hanno dovuto fare i conti con l’eccezionale ondata di freddo e che adesso sono in shortage sono soprattutto l’epicloroidrina (ECH) (100% della capacità statunitense offline), il propilene ossido (PO) (-100%), il toluene diisocianato (TDI) (-100%), il glicole etilene (EG) (-90%), il polipropilene (PP) (-90%), il glicole propilene (-88%), l’acrilonitrile (ACN) (-73%) e la gomma stirene butadiene (SBR) (-71%).

Polipropilene il più colpito

Propilene e PP saranno probabilmente tra i prodotti più colpiti dall’ondata di maltempo anche alla luce delle pregresse turbolenze del mercato, dovute al fatto che la pandemia del coronavirus ha ridotto la domanda di carburanti spingendo le raffinerie a chiudere o ridurre la produzione, in particolare in Europa e negli Stati Uniti. Questi cali di produzione hanno provocato un effetto-domino sull’offerta di propilene e PP con conseguenti picchi dei prezzi. Con una capacità di produzione di PP negli Stati Uniti così concentrata sulla costa del Golfo del Messico, una limitazione delle attività, seppur temporanea, provoca effetti enormi di shortage su di un mercato già in difficoltà sul fronte dei rifornimenti.

(Fonte: Plast Magazine qui il link)